Scuse e false promesse...

Mi infilo un cappello da marinaio per entrare nella parte.
Il mese di Novembre è stato francamente terribile, ho ricevuto talmente tante notizie tristi che pensare di mettermi a scrivere è diventato sempre più faticoso.
Ho pubblicato una mini-fic sabato, ma non è all'altezza di quello che solitamente scrivo. Non a caso ho usato Norvegia come POV, perché è apatico, come mi sento ora.
Sì, forse riesco ancora a ridere e scherzare, ma il più delle volte uscire di casa è una faticaccia e l'apatia regna sovrana. Il sarcasmo pure... e mi rendo conto di essere poco sopportabile, così, ma pace.
Perlopiù reagisco, davanti agli altri, con una faccia impassibile. In realtà non posso non pensarci ad ogni ora di veglia. Mi sto ossessionando e stancando.
Ma come tutti mi dicono bisogna stare su con il morale e fare dei grandi sorrisi, perché bisogna andare avanti.
Perché? Quando lo chiedo mi prendono per aspirante suicida et similia.
In realtà la mia domanda ha più il significato di "perché non mi lasciate fare il mio fottuto lutto? che ve ne frega che io sorrida o meno di fronte a gente di cui non mi importa un fico?". Ora come ora tutto quello che chiedo è tempo. Non voglio suicidarmi, testine di minchia, voglio solo il tempo per realizzare che quella persona non c'è più e trovare l'energia per renderle onore. Anche se non gliene potrebbe importar di meno, a dire il vero, visto che è tre metri sotto terra.
Per questo mi scuso per l'assenza e prometto di mantenere questa buona abitudine del blog. Se non altro avere delle abitudini e delle scadenze aiuta a cambiarsi un po' le idee...

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